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Norme UNI Mascherine Generiche

Norme mascherine generiche: da UNI due nuove Prassi di Riferimento

Da ieri sono disponibili le Prassi di riferimento UNI/PdR 90:2020 parte 1 e 2 nate dalla collaborazione tra UNI e il Politecnico di Torino. Le PdR stabiliscono i requisiti prestazionali e i metodi di prova delle mascherine generiche fino ad oggi non definiti.

La Parte 1 tratta i "Requisiti, classificazione e marcatura” e fornisce i requisiti prestazionali, inclusi gli elementi utili per una loro classificazione e marcatura e indicazioni relative alla valutazione di conformità. La Parte 2 definisce invece i "Metodi di prova", con le indicazioni per l’uso di un metodo innovativo per misurarne le prestazioni filtranti mediante due prove distinte, ovvero l’efficienza di rimozione delle particelle e la resistenza all'attraversamento dell'aria.

Le PdR per le mascherine generiche sono disponibili sul sito UNI.

 

 CLASSIFICAZIONE SARS COV 2

Il  Titolo X del D.Lgs 81/2008 all'art.268 classifica gli agenti biologici in 4 gruppi, sulla base della direttiva 2000/54/CE:

1.agente biologico del gruppo 1: un agente che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani;

2.agente biologico del gruppo 2: un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaga nella comunità; sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche;

3.agente biologico del gruppo 3: un agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; l’agente biologico può propagarsi nella comunità, ma di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche;

4.agente biologico del gruppo 4: un agente biologico che può provocare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori e può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità; non sono disponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o terapeutiche.

Il virus che causa l'attuale epidemia di coronavirus è stato chiamato "Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2" (SARS-CoV-2) come indicato l'International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV) che si occupa della designazione e della denominazione dei virus (ovvero specie, genere, famiglia, ecc.). A indicare il nome un gruppo di esperti appositamente incaricati di studiare il nuovo ceppo di coronavirus. Secondo questo pool di scienziati il nuovo coronavirus è fratello di quello che ha provocato la Sars (SARS-CoVs), da qui il nome scelto di SARS-CoV-2.

In questo periodo di emergenza gli operatori di settore si sono spesso chiesti in quale gruppo rientra il virus SARS-CoV-2 responsabile della malattia COVID-19 (dove "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per disease e "19" indica l'anno in cui si è manifestata).

A dare una risposta ci pensa la Direttiva della Commissione Europea 2020/739/EU, che modifica l’allegato III della direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’inserimento del SARS-CoV-2 nell’elenco degli agenti biologici di cui è noto che possono causare malattie infettive nell’uomo e che modifica la direttiva (UE) 2019/1833 della Commissione.

Il Coronavirus SARS-CoV-2 (Sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus 2) è stato classificato come patogeno per l’uomo del gruppo di rischio 3.

Nell’allegato III della direttiva 2000/54/CE, nella tabella relativa ai VIRUS (Ordine «Nidovirales», Famiglia «Coronaviridae», Genere «Betacoronavirus») è inserito il SARS CoV-2 tra la voce «Sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus (virus SARS)» e la voce «Sindrome respiratoria medio-orientale da coronavirus (virus MERS)

La direttiva 2020/739/EU entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione (4 giugno 2020).  

Nell’elaborazione della direttiva la Commissione è stata assistita da esperti che rappresentano gli Stati membri e che hanno fornito un sostegno tecnico e scientifico. È stato inoltre consultato il comitato consultivo tripartito per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro in merito agli adattamenti di ordine strettamente tecnico della direttiva 2000/54/CE nel contesto della pandemia di SARS-CoV‐2. 

 

 

 

Mascherine Generiche Norma Marcatura Ce

Marcatura CE: in arrivo una norma per le mascherine generiche

UNI ha dato il via a dei lavori finalizzati ad elaborare un progetto di prassi di riferimento che fornisce "Linee guida su requisiti, metodi di prova e valutazione di conformità delle mascherine filtranti art. 16 del Decreto 'Cura Italia'".

La prassi riguarda quelle mascherine che non hanno alcuna prestazione tecnica garantita e quindi non posseggono né le caratteristiche di un DPI secondo la UNI EN 149 “semimaschere filtranti”, né quelle di dispositivo medico di cui alla norma UNI EN 14683 “maschere facciali ad uso medico” e quindi non possono riportare la marcatura CE.

Queste mascherine possono tuttavia essere utilizzate in via precauzionale rispettando le regole di distanziamento sociale di almeno 1 metro purché il fabbricante ne garantisca i requisiti di sicurezza e salute.

Marcatura Ce Dpi Mascherine

Sono disponibili in Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, due nuove decisioni di esecuzione (vedi Allegati).

La prima riguarda le norme armonizzate per la marcatura CE a supporto del regolamento DPI.

Si tratta della Decisione di esecuzione (UE) 2020/668 della Commissione del 18 maggio 2020 relativa alle norme armonizzate per i DPI (dispositivi di protezione individuale) redatte a sostegno del regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio.

I riferimenti delle norme armonizzate per i DPI (dispositivi di protezione individuale) redatte a sostegno del regolamento (UE) 2016/425 che figurano nell'allegato I della decisione sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, mentre quelli che figurano nell'allegato II sono ritirati  a decorrere dalle date indicate nell'allegato stesso. 

 

La seconda è relativa alla compatibilità elettromagnetica e la seconda  e si tratta della Decisione di esecuzione (UE) 2020/660 della Commissione del 15 maggio 2020 che modifica la decisione di esecuzione (UE) 2019/1326 per quanto riguarda la compatibilità elettromagnetica dei contattori e degli avviatori elettromeccanici, dei dispositivi di spegnimento dell’arco, dei quadri di distribuzione destinati ad essere utilizzati da persone ordinarie e dei carrelli industriali.

Nella decisione sono modificati gli allegati I e II della decisione di esecuzione (UE) 2019/1326.

 

 

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PdfCELEX_32020D0668_IT_TXT.pdf 524 kB

Marcatura Ce Giocattoli En 71 3

Marcatura CE dei giocattoli: in italiano la norma EN 71-3:2019

I bambini sono la categoria di consumatori più esposti ai rischi derivanti dall'uso di un prodotto ed è per questo che gli standard di sicurezza per i giocattoli, a supporto della marcatura CE secondo direttiva 2009/48/CE, sono in continua evoluzione. 

Tra i rischi più rilevanti per la salute dei bambini ci sono quelli legati alle sostanze chimiche contenute nei materiali dei giocattoli o usate per la loro costruzione.

E' per questo che la Commissione Sicurezza di UNI, dal 24 marzo, ha recepito anche in lingua italiana la norma EN 71-3:2019, standard fondamentale per apporre la marcatura CE su un giocattolo.

La norma fissa i requisiti e i metodi di laboratorio da adottare per stabilire la migrazione di alcune sostanze tossiche dai materiali del giocattolo e da parti di questo limitando così l'esposizione dei bambini ad esse.

Le sostanze prese in considerazione dalla norma sono:

  • Alluminio
  • antimonio
  • arsenico
  • bario
  • boro
  • cadmio
  • cromo (III)
  • cromo (VI)
  • cobalto
  • rame
  • piombo
  • manganese
  • mercurio
  • nichel
  • selenio
  • stronzio
  • stagno
  • stagno organico
  • zinco

Sono esclusi dal campo di applicazione della norma EN 71-3 gli imballaggi, salvo non abbiano scopi ludici, e tutte quelle parti per le quali sia esclusa, in maniera prevedibile, la possibilità che possano rimanere a lungo a contatto con la pelle o essere succhiate, leccate e ingerite.

Per poter apporre la marcatura CE, le prove di migrazione devono eseguirsi su:

  • materiali secchi, fragili, in polvere o malleabili (Categoria I);
  • materiali liquidi o adesivi (Categoria II);
  • materiali raschiati (Categoria III).

Naturalmente tutti i giocattoli destinati a essere messi in bocca o portati alla bocca, i cosmetici giocattolo e tutti gli strumenti di scrittura classificati come giocattoli, sono suscettibili di essere succhiati, leccati o ingeriti, così come le parti accessibili di giocattoli per bambini fino ai 6 anni di età poiché per bambini di età superiore è ritenuta meno probabile la possibilità che il bambino interagisca con il giocattolo tramite la bocca, salvo che questo non sia destinato proprio al contatto orale.

la norma UN EN 71-3:2019 recepisce la EN 71-3:2019 che dal giugno dello scorso anno ha sostituito l'edizione 2018.

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