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Sicurezza sul lavoro: Ambienti severi freddi

Nei luoghi di lavoro gli ambienti severi freddi sono causa del cosiddetto "stress termico".

La norma UNI EN ISO 15743:2008 (Ergonomia dell'ambiente termico - Posti di lavoro al freddo - Valutazione e gestione del rischio) fornisce uno strumento pratico per valutare e gestire il rischio nei posti di lavoro al freddo come celle frigorifere o alcuni luoghi di lavoro all'aperto durante il periodo invernale.

Nell'uomo la maggior parte degli organi vitali interni è efficiente ad una temperatura di circa 37 °C.

E' pertanto evidente che l'organismo per mantenere questa condizione (bilancio termico) in caso di temperature estremamente rigide è sottoposto ad un forte stress.

Nei casi di ambienti severi freddi il rischio di ipotermia è reale.

Una specifica valutazione del rischio è essenziale e deve prevedere sicuramente l'effettuazione di misure con il globotermometro.

Esse devono tener conto di alcuni fattori quali:

  • l’esposizione degli ambienti rispetto al sole;
  • la tipologia dell’attività lavorativa effettivamente svolta;
  • la tipologia degli impianti di termoventilazione e il loro stato di manutenzione;
  • l’eventuale presenza di sorgenti radianti (stufe, fonti di riscaldamento localizzato ecc.);
  • la presenza di eventuali disomogeneità temporali che possano influire sulle condizioni microclimatiche (diverso utilizzo degli impianti nei giorni della settimana, peculiarità stagionali ecc.).

I principali riferimenti legislativi sono:

  • Lavori in sotterraneo (DPR 320/56; gallerie, caverne, pozzi, etc.) Norme per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro sotterraneo (Allegato IV; Requisiti dei luoghi di lavoro);
  • miniere e cave (DPR 128/59) - Norme di polizia delle miniere e delle cave TitoloVI – Ventilazione;
  • D.Lgs. 81/08 – Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (Allegato IV; Requisiti dei luoghi di lavoro).

 

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