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Ambiente: amianto un pericolo presente anche oggi

L’amianto è un minerale naturale con struttura fibrosa impiegato per anni in numerose applicazioni per via della sua economicità, versatilità e capacità isolanti. L’ utilizzo dell’amianto è stato bandito con la Legge 257 del 27 marzo 1992 come conseguenza dell’accertamento della sua pericolosità per la salute umana.

In Europa il bando è arrivato con la direttiva 1999/77/CE (in allegato in fondo all'articolo).

L’esposizione a fibre di amianto disperse in aria può essere causa di gravi patologie come asbestosi e carcinoma polmonare.

Sul territorio italiano i materiali contenenti amianto (MCA) si possono ancora trovare in vecchi cassoni idrici, canne fumarie, tubazioni e materiali isolanti.

Le autorità competenti, in particolare il Ministero della Salute e le Aziende Sanitarie Locali, hanno avviato un piano di censimento, di monitoraggio e di gestione degli MCA.

I titolari di attività o i proprietari di strutture con presenza di materiali contenenti amianto hanno obblighi di valutazione, comunicazione e gestione.

Accertarne la presenza è alla base degli adempimenti e, in caso di accertata presenza di materiali contenuti amianto, il titolare (o il proprietario) deve svolgere tutti i controlli necessari a stabilire le caratteristiche del materiale e lo stato di conservazione dello stesso.

Successivamente nominerà un Responsabile Amianto che ha compiti di effettuare controlli periodici e predisporre procedure specifiche.

Fatte le opportune valutazioni il titolare (o il proprietario) insieme al Responsabile amianto, dovrà stabilire se sia necessario procedere con una bonifica o se può essere sufficiente un piano di monitoraggio periodico documentato.

 

CENSET consulenza ambientale

 

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PdfDirettiva 1999:77:CE.pdf 17 kB

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